Di G. Tessore* e A. Lojacono**
* Professore a contratto presso la Cattedra di Odontoiatria Conservativa dell'Università di Torino diretta dal prof. M. Pezzoli
**Libera professionista in Torino.
In tutto il mondo occidentale negli ultimi due anni i media hanno riportato articoli e programmi televisivi volti a presentare ai lettori e agli spettatori i restauri in amalgama come dannosi per la salute e i dentisti che li eseguono come professionisti poco informati. Questa campagna denigratoria svolta in modo estremamente aggressivo e poco obiettivo ha generato un certo allarme nei pazienti e qualche dubbio nei colleghi. Per questo motivo abbiamo sentito la necessità di comporre una sorta di "intervista sull'amalgama" raccogliendo le domande che più comunemente ci vengono rivolte dai pazienti e dai colleghi. Abbiamo scelto di dare risposte molto sintetiche utilizzando un linguaggio che potrebbe anche essere compreso da un profano per poter eventualmente essere letto dai pazienti.
L'amalgama presenta nel tempo un ottimo sigillo marginale, resistenza alla compressione e all'abrasione, facilità di utilizzo, lunghissima e positiva esperienza clinica e basso costo finale del restauro. Attualmente non esistono ancora materiali, per eseguire restauri diretti nei settori posteriori, realmente sostitutivi dell'amalgama in ogni situazione clinica , bensì materiali come le resine composite che possono essere considerati ottime alternative estetiche nelle situazioni cliniche più favorevoli.
Le otturazioni in amalgama rilasciano vapori di mercurio (HgO) soprattutto durante la masticazione, lo spazzolamento, i rialzi termici e le parafunzioni. Parte dei vapori vengono esalati, parte vengono inalati e dal polmone passano in circolo e, poichè il mercurio metallico è fortemente liposolubile, è in grado di superare le barriere cellulari distribuendosi rapidamente nei tessuti, dove viene ionizzato e come tale sequestrato. Un'altra parte di vapori si dissolve nella saliva e viene deglutita.
La popolazione europea assume quotidianamente 8/10 microgrammi di Hg di cui 5 proviene dalle otturazioni in amalgama.
La maggior parte del mercurio che noi introduciamo viene secreto, salvo quello che si accumula nei reni ed in minima percentuale nel cervello, polmoni, fegato e tratto gastrointestinale. Studi tedeschi affermano che la quantità di Hg assumibile dalle otturazioni (da 1,2 a 1,8 microgrammi al giorno) non può ritenersi pericolosa. Comunque la recente letteratura scientifica mondiale è concorde nell'affermare che solo una piccolissima parte di mercurio raggiunge il resto del corpo e non è chiaro se questa sia correlata al numero di otturazioni. Un articolo americano (Mackert e Berglund ,Medical College of Georgia 1997) sostiene che sarebbero richieste da 450 a 530 superfici di amalgama in una persona per produrre 30 lg Hg /g creatinina urinaria, livello che l'OMS associa con i sintomi più lievi negli individui più sensibili.
Nel 1998 I componenti Il Comitato Europeo per la Salute ha redatto un "report" per aggiornare la i dentisti in riferimento ed ottemperanza alla legge 93/42 sui dispositivi medici ed ha concluso che l'amalgama è priva di rischi di tossicità sistemica e si verificano solo rarissimi casi di ipersensibilità. Ciononostante è impossibile affermare che qualsiasi prodotto sia assolutamente privo di effetti collaterali in ogni occasione; con l'amalgama, come per qualsiasi altro farmaco è opportuno valutare il rapporto rischio /beneficio.Il miglior restauro, assolutamente privo di effetti collaterali, è il non restauro che si ottiene con la prevenzione. È opportuno ricordare che nonostante il fluoro sia riconosciuto dalla ricerca come il principale artefice della drastica diminuzione dell' incidenza della carie, è ancora da alcuni temuto per la sua potenziale tossicità. Occorre considerare inoltre che esiste moltissima ricerca sull' amalgama mentre molto poco nutrita è al mometno attuale la ricerca sulla potenziale tossicità dei materiali alternativi e che i restauri alternativiattuali hanno sicuramente una vita più breve. Naturalmente sarà opportuno che il dentista generico si tenga continuamente aggiornato sullo stato delle ricerche, recentemente sono stati messi in relazione da alcuni i restauri in amalgama con disturbi quali la demenza senile, ma fino ad oggi tali legami non sono stati ancora assolutamente stabiliti.